Via libera alla lotta dei Comuni contro gli accumulatori seriali
Legittimo il provvedimento con cui si impone al privato cittadino di mettere in ordine e ripulire il proprio appartamento
Il Comune può imporre all’accumulatore seriale l’obbligo di mettere in ordine e ripulire il proprio appartamento, da lui utilizzato come magazzino per accumulare materiale di ogni genere, incluso quello raccolto in strada nei pressi dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Inutile, nel caso specifico, il ricorso proposto da un uomo, destinatario di una ordinanza sindacale con cui gli è stato imposto di procedere a proprie spese alla bonifica dell’appartamento di sua proprietà mediante operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione, con successivo sgombero dei materiali presenti nell’immobile. A legittimare la presa di posizione del Comune sono i resoconti forniti dalla Polizia Municipale, dai Vigili del Fuoco e dall’Azienda sanitaria locale a chiusura di sopralluoghi ad hoc nella casa, sopralluoghi che hanno portato alla luce le preoccupanti condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, come segnalato da alcuni vicini di casa. Per la precisione, è emerso che nella casa vi erano accatastati vari materiali – sia di plastica che di carta –, così come è balzata agli occhi l’estrema sporcizia dei vetri e degli infissi in legno. Tutto ciò a causa della condotta tenuta dal proprietario dell’immobile, il quale utilizza, secondo i giudici, quell’appartamento come magazzino di oggetti e materiale di scarto recuperato tra i rifiuti. (Sentenza 15456 del 22 novembre 2022 del Tribunale amministrativo regionale del Lazio)