Edilizia per edifici abbandonati: interventi consentiti se si riqualifica anche l’area
Chiarimenti anche sugli interventi di razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e sul connesso riconoscimento di una volumetria aggiuntiva quale misura premiale
Chiarimenti importanti su portata e presupposti degli interventi edilizi ampliativi previsti dalla legislazione della Regione Lazio. Il riferimento è, nello specifico, alla legge numero 7 del 2017, che, precisano i giudici, è norma eccezionale e derogatoria. Pertanto, gli interventi di razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, anche col riconoscimento di una volumetria aggiuntiva quale misura premiale, non sono suscettibili di interpretazione estensiva e non possono essere consentiti al di fuori dei casi e delle ipotesi espressamente previsti dalla stessa legge. Allo stesso tempo, la normativa regionale subordina l’assentibilità degli interventi previsti dalla legge stessa al conseguimento delle finalità di interesse pubblico da essa contemplate. Pertanto, gli interventi su edifici in stato di degrado o di abbandono o dismessi o inutilizzati sono consentiti, precisano i giudici, a condizione che, attraverso gli interventi edilizi stessi, si concorra alla riqualificazione di aree urbane degradate o di aree produttive, dovendosi escludere ogni generalizzata liberalizzazione degli interventi edilizi ampliativi degli edifici esistenti ove non connessi al perseguimento delle finalità previste dalla legge. (Sentenza 17543 del 27 dicembre 2022 del Tribunale amministrativo regionale del Lazio)